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Massimiliano Timpano - Arion ViaVeneto

Se gli dici che è il responsabile di tutta l'area saggistica, e già non sarebbe poco in una libreria come quella di Via Veneto, Massimiliano Timpano ti corregge subito e ti spiega che si occupa anche di tutta la parte di religione, storia, filosofia e attualità. Si presuppone quindi che la sua clientela sia la più colta possibile.
“Sì, qualcosa di più della media” risponde.

Quindi di consigliare libri a questi super lettori non se ne parla proprio...
“Beh, è vero, questi clienti non chiedono come chiederebbero altri lettori in altri settori. Qui hanno idee molto precise. Entrano in libreria e vanno a colpo sicuro. Forse solo un po' nel settore della storia si riesce ancora a dare qualche consiglio”.

Sono lettori che sanno più di lei?
“Impossibile, a questo non è possibile arrivare... Scherzo ovviamente: fra i nostri clienti ci sono molti professori universitari. Inoltre stare dietro a tutte le novità non è certo facile”.

Visto che parliamo di professori universitari, in cosa si è laureato?
“In scienze politiche”.

E quando capita un professore del suo settore riuscite a parlare, ad approfondire qualche argomento?
“Sì, capita spesso. Qui in libreria in particolare viene un professore di storia afroasiatica. E con lui abbiamo discusso spesso di storia dell'antica Persia, una sua grande passione”.

Altri luminari?
“Lucetta Scaraffia, una storica e giornalista, docente di storia contemporanea all'Universita degli studi di Roma La Sapienza. Con lei ho una passione comune per René Girard, un critico letterario e antropologo francese. Ma anche Domenico Fisichella, professore di Scienze politiche, già Ministro per i Beni culturali e vicepresidente del Senato, ma con lui abbiamo parlato poco”.

Un libro che consiglia di frequente?
“Molto spesso alle donne consiglio Suite francese di Irène Némirovsky, pubblicato nella collana Biblioteca Adelphi”.

E agli uomini?
“Il nazista & il barbiere, un libro di Edgar Hilsenrath, pubblicato da Marcos y Marcos nella collana Gli alianti. È uno scrittore ebreo, in Germania lo hanno sempre rifiutato perché è un po' irriverente, ma è un libro davvero da non perdere”.

Consigli a parte, quali sono i libri che le hanno lasciato un segno?
“Diversi, ma due sono quelli più importanti: Viaggio al termine della notte, il primo romanzo di Louis-Ferdinand Céline, e Mentre morivo di William Faulkner”.

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