È il primo a mettere le mani sulle novità, a vedere e toccare le anteprima del mondo dei libri. Ci sono appassionati che pagherebbero per fare il lavoro di Orazio Spagnuolo, responsabile della logistica della libreria Arion di via Veneto, che spiega però “come serva tanta concentrazione per fare al meglio questo lavoro”.
Da dove arrivano le difficoltà? E come inizia la 'vita' di un libro in libreria?
“Appena arrivano le novità in libreria queste vanno subito 'caricate' a livello amministrativo. Occorre insomma creare una scheda anagrafica del libro e poi destinarlo ad un settore qui in libreria”.
Come fate a catalogarli?
“Valutiamo il libro velocemente, dalla quarta di copertina, dall'introduzione, insomma dall'impostazione generale data dall'editore e dall'autore”.
Ma si capisce sempre a che categoria appartiene un libro o ci possono essere ibridi?
“Sì, si capisce sempre, anche se esistono casi incerti. La saggistica per esempio è sempre facilmente individuabile. Qualche incertezza si può avere a volte fra attualità e sociologia, fra filosofia e religione. Ma nel 99% dei casi è possibile assegnare con certezza un settore ad ogni libro”.
E nel rimanente 1%? Che fine fanno quei libri?
“Seguono comunque una logica di catalogazione per facilitare la ricerca ai clienti. Le faccio un esempio: Andrea Vitali scrive normalmente libri di narrativa pura, ma in alcuni suoi libri ci sono storie che dovrebbero essere catalogate come giallo, solo che per non spezzettare l'offerta esponiamo tutti i suoi libri insieme, nel settore principale, quello che possiamo considerare 'il suo'”.
Ogni libro ha una scheda?
“Sì, ogni libro ha una scheda”.
Un lavoro enorme.
“Sì, ma ci si prende la mano, alla fine diventa tutto molto veloce. Il format sulla scheda del programma poi è molto intuitivo. Di un libro abbiamo titolo, autore, distributore, prezzo, lo sconto e il settore dove va collocato in libreria. Non si può sbagliare”.
E quando al posto di un libro c'è un Cd o un Dvd?
“Non catalogando libri ma Cd o Dvd bisogna stare attenti perché i libri non hanno Iva, le altre cose sì, quindi un errore al momento della creazione della scheda potrebbe poi portare guai a livello amministrativo”.
Insomma lei maneggia, soppesa e archivia ogni cosa passi in libreria, di ogni settore, da quello dei ragazzi alla narrativa. Le capita di consigliare qualche libro?
“Sì, certo, qui tutti facciamo tutto. Ma devo dire che quando consiglio un libro lo faccio perché l'ho letto e non solo perché l'ho catalogato. Così anche io come molti miei colleghi ho le mie preferenze: a me piace un tipo particolare di narrativa, ed è quella del giallo americano. Anzi della letteratura americana fra il giallo e l'attualità. L'hard boiled per essere precisi”.
E ora cosa consiglierebbe?
“Il caso sbagliato, di James Crumley Crumley. Oppure Il potere del cane, di Don Winslow. Un libro che ha qualche anno, oppure American Tabloid, di James Ellroy, il primo romanzo della trilogia americana (il secondo è Sei pezzi da mille, il terzo è Il sangue è randagio) un capolavoro.
Addirittura?
“Sì, è riuscito a mettere insieme 20 anni di storia romanzandola, scrivendola in modo avvincente e affascinante. Con questo consiglio non sbaglio mai. Ma spesso propongo anche Cane mangia cane, di Edward Bunker, uno degli sceneggiatori di Tarantino”.
Torniamo al suo lavoro. È vero che quando arriva la scatola con i libri da aprire con le novità un vero appassionato vive un momento magico?
“Sì, lo dicono molti miei colleghi, ma a me succede più spesso con i Cd che con i libri: sono anni che analizzo, soppeso e catalogo libri, ora trovo più divertente scoprire le novità musicali. Un segno del cambiamento, chissà...”.
23/06/2010 - 12:18





