È il vicedirettore della libreria Arion Via Veneto ma non si occupa solo di libri. Fabio Melandri è un po' il simbolo stesso del nuovo corso perché è proprio lui ad avere la responsabilità del settore Cd, Dvd e gadget. Uno spazio che rientra ormai in un disegno preciso. “I gadget – spiega Melandri - per noi sono più di un semplice settore, si può dire davvero che la loro vendita fa parte di una nuova strategia”.
Ce la spieghi.
“Il Gruppo Arion si è aperto a questo settore e i risultati si vedono perché la curiosità attira i clienti all'interno del punto vendita. Ma poi una volta entrati in libreria attirati dai gadget più strani ci si inoltra nei corridoi pieni di volumi...”.
E si finisce per comprare qualche libro...
“Esatto. Sembra strano ma funziona proprio così”.
Quindi ai gadget va una funzione meritoria, diventano ami per la cultura. Ma sono davvero così strani?
“Sono oggetti molto particolari, si va dalle penne delle forme più svariate a oggetti per la cucina, dagli affetta meloni ai carica telefonini, senza dimenticare una lunga serie di accessori dedicata agli amanti del vino”.
Dica la verità, c'è qualche tradizionalista che si indigna per questa mistificazione della cultura? Un libro vicino ad un apriscatole...
“No, i clienti sono divertiti dall'idea di curiosare fra queste stranezze. Poi anche i più tradizionalisti quando vedono che comunque i libri la fanno da padrone si rassicurano”.
Anche perché forse prima dei gadget c'erano i Cd e i Dvd, l'evoluzione della libreria era già cominciata, o no?
“Sì, già quella è stata una bella rivoluzione. Tenga presente che noi siamo aperti fino a mezzanotte e qui i clienti possono trovare film classici di ogni tipo. Un'idea perfetta per un regalo dell'ultimo minuto o per passare una serata in casa senza dover noleggiare un film. In ogni caso il legame libro-dvd è forte”.
Una questione di sceneggiatura e trama?
“Più o meno. Io la definirei una questione di curiosità: dopo aver letto un libro famoso spesso si è curiosi di vedere la sua rappresentazione cinematografica. Oppure può avvenire anche l'inverso: dopo aver visto un film si può essere curiosi di capire da dove è nata l'idea della storia. E quindi si torna al libro. Insomma c'è sempre una connessione molto stretta fra cinema e letteratura”.
A questo punto il suo libro consigliato non può che essere un libro dal quale è stato tratto un film. O no?
“Parzialmente. È un thriller noir: Vedi di non morire, di Josh Bazell, pubblicato da Einaudi. Racconta la storia di un mafioso pentito, dal quale si dice che verrà tratto un film ma non si sa ancora nulla di sicuro. Siamo a metà strada insomma...”.
Perché le piace tanto?
“È un libro molto divertente, sembra una puntata del Doctor House girata da Quentin Tarantino, spettacolare. E poi rientra nella mia filosofia: consigliare libri di autori all'esordio. Mi piace proporre scrittori poco conosciuti che andrebbero spinti. Un doppio consiglio per i clienti che così possono ampliare il panorama delle proprie letture”.
22/06/2010 - 11:16





