Una scrivania, un computer e una tastiera. Emma Rothner manda una mail per disdire l’abbonamento a una rivista. Sbaglia una lettera nell’indirizzo del destinatario. Finisce nella casella di posta di un uomo, Leo Leike. Che risponde educatamente.
Dopo qualche mese, per un messaggio di auguri inviato in serie a tutta la rubrica elettronica, inizia per i due sconosciuti uno scambio epistolare tra ironia e punzecchiature, confidenze e analisi reciproche che giorno dopo giorno diventa un’amicizia sempre più simile a un flirt.
Virtuale. Distante. Eppure così reale e intenso da riuscire a entrare nella loro vita fino a condizionarne il comportamento. Non è la solita storia di amori nati in chat. Il romanzo dell’autore austriaco ha una narrativa sottile, con dialoghi intelligenti, una storia che si costruisce lentamente, con scambi costanti, alti e bassi, accelerate e frenate improvvise. Non si scade mai nel banale o nello scontato.
Gli iniziali sconosciuti si rivelano pian piano, si svelano al lettore e a se stessi.
Si conosceranno attraverso le parole. Si indagheranno attraverso le parole. Si feriranno attraverso le parole. E proprio le parole rappresenteranno un rischio.
UN GRANDE AMORE NATO VIA EMAIL
Le ho mai raccontato del vento del nord di Daniel Glattauer
Feltrinelli, 192 pagine, 16 €
10/05/2010 - 14:37





